Prolattinoma 


E’ uno degli adenomi ipofisari di più frequente riscontro. Le cellule che secernono PRL aumentano la loro funzione e il risultato è un aumento dei livelli di PRL nel sangue. I sintomi di un prolattinoma sono: cefalea (comune a tutti gli adenomi ipofisari) alterazioni del ciclo mestruale nella donna (riduzione progressiva e scomparsa delle mestruazioni), diminuzione del desiderio sessuale e impotenza nell’uomo. secrezione mammaria di liquido lattescente (galattorrea). Possono verificarsi inoltre disturbi del campo visivo, causati dalla compressione che un adenoma di diametro superiore al centimetro può determinare sul chiasma ottico; questo è un tratto dei nervi ottici posto immediatamente sopra l’ipofisi. Un adenoma che, crescendo di dimensioni, prende contatto con il chiasma ottico può determinare disturbi della vista caratterizzati dalla perdita della vista nelle zone esterne del campo visivo (emianopsia bitemporale). La diagnosi si basa, oltre che sull’evidenza di valori plasmatici elevati di PRL, sulla dimostrazione per immagine (TAC o risonanza magnetica) di una formazione espansiva a carico dell’ipofisi. E’ utile ricordare che parecchie sostanza medicinali possono incrementare il valore della PRL nel sangue e causare gli stessi sintomi di un adenoma ipofisario. Un’attenta raccolta dei dati anamnestici può facilmente evdenziare l’assunzione di uno di questi farmaci. La terapia dell’iperprolattinemia è quasi sempre medica: si trovano in commercio diverse sostanze in grado di ridurre i livelli della PRL e di far quindi scomparire i sintomi da questa causati. Alcuni effetti collaterali di questi farmaci (nausea, vertigini) vengono eliminati prescrivendo all’inizio basse dosi di medicine e aumentandole poi progressivamente, fino a raggiungere la piena efficacia. I farmaci usati sono in grado di determinare la riduzione delle dimensioni dell’adenoma, fino all’impossibilità di evidenziarlo all’esame con TAC o RMN.

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